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Acros II e la reciprocità: perché l'esposizione misurata regge fino a diversi secondi
Come il Fujifilm Neopan 100 Acros II resiste al difetto di reciprocità fino a 120 secondi, e cosa offre la sua tecnologia Super Fine-Sigma Grain.
Scritto il da Simon Lehmann Editor
La linea Fomapan di Foma è tra le pellicole pancromatiche ancora in produzione meno costose, il che la rende un punto d’ingresso comune nella fotografia tradizionale in bianco e nero. Due caratteristiche ne complicano l’utilizzo: la velocità effettiva che garantisce la piena separazione nelle ombre si colloca spesso al di sotto del valore nominale, e le emulsioni perdono sensibilità bruscamente nelle esposizioni lunghe. Le tre pellicole non sono costruite allo stesso modo. Solo Fomapan 200 Creative è descritta da Foma come contenente “T-crystals” — un grano d’alogenuro d’argento tabulare con struttura core/shell — mentre Fomapan 100 Classic e Fomapan 400 Action sono emulsioni pancromatiche tradizionali, la 400 ampiamente caratterizzata come pellicola a grani cubici. L’ironia è lampante: la 200 tabulare mostra la correzione per difetto di reciprocità più ripida delle tre a breve durata, a dimostrazione che la geometria dell’emulsione da sola non basta a prevedere il comportamento.
Una nota terminologica: “T-grain” è il marchio T-GRAIN di Kodak, usato per l’emulsione tabulare in T-Max. La formulazione di Foma per la 200 è “T-crystals”, una costruzione affine ma distinta, ed è questo il termine utilizzato in questo articolo.
Foma assegna alle tre emulsioni ISO 100/21°, ISO 200/24° e ISO 400/27°. Questi valori seguono la norma ISO 6:1993, che fissa il punto di velocità per le pellicole negative in bianco e nero a una densità di 0,10 al di sopra del base+fog, misurata in condizioni di contrasto definite: la pellicola deve essere sviluppata in modo che un punto a 1,30 unità logaritmiche di esposizione al di sopra del punto di velocità raggiunga una densità di 0,80 sopra di esso. La norma colloca il punto di velocità vicino all’inizio della curva utile; non garantisce che ogni ombra profonda sia separata, e con queste emulsioni i toni più scuri cadono frequentemente sul piede della curva caratteristica, dove si registrano con scarsa separazione tonale.
Il motivo per cui queste pellicole sembrano “esporre lento” è strutturale, non frutto di una valutazione approssimativa. Il test di velocità del sistema a zone colloca un’ombra misurata alla Zona I all’incirca allo stesso 0,10 sopra il base+fog, ma come posizionamento misurato anziché come punto sensitometrico di velocità. Questo criterio produce tipicamente una velocità effettiva di circa 2/3 di stop al di sotto del valore ISO. Quindi esporre Fomapan 100 a EI 50–64, o Fomapan 200 a EI 100–160, solleva l’ombra dal piede e la porta in una zona della curva con separazione utilizzabile. Fomapan 400 beneficia della stessa logica, esposta a circa EI 200–250.
Questi valori non sono un abuso della pellicola. Foma dichiara che ogni emulsione “dà buoni risultati anche con 1 EV di sovraesposizione o 2 EV di sottoesposizione senza alcuna modifica allo sviluppo.” Esporre la 100 a EI 50 è esattamente uno stop di sovraesposizione — rientra perfettamente nella latitudine dichiarata da Foma, senza necessità di sviluppo compensativo.
Un indice di esposizione ha poco senso senza un regime di sviluppo a supporto, perché le curve di velocità e contrasto pubblicate da Foma sono riferite a uno sviluppatore specifico. Le curve e i dati MTF di Fomapan 100 sono misurati in Ilford Microphen a 20 °C, sviluppati a gamma 0,6. Per il lavoro quotidiano a EI 50–64, un regime standard a grana fine mantiene il posizionamento delle ombre senza schiacciare le alte luci: Ilford ID-11 o Kodak D-76 in soluzione stock, 6–7 minuti a 20 °C. Altri tempi pubblicati per la 100 a 20 °C includono: Fomadon R09 a 1+50 per 8–9 minuti, Fomadon LQN a 1+10 per 7–8 minuti, Microphen per 5–7 minuti, Perceptol per 8 minuti, e Xtol o Fomadon Excel per 5–6 minuti. Lo schema di agitazione di Foma prevede agitazione continua per i primi 30 secondi, poi i primi 10 secondi di ogni minuto successivo.
Il difetto di reciprocità è il venir meno dell’assunto per cui dimezzare l’illuminazione e raddoppiare il tempo produce la stessa densità. Si manifesta quando le esposizioni si allungano e i livelli di luce si abbassano. Tutte le pellicole all’alogenuro d’argento lo mostrano, ma i datasheet di Foma descrivono una correzione ripida e la pubblicano come tre punti di ancoraggio discreti — 1 s, 10 s e 100 s misurati — non come formula continua:
| Tempo misurato | Fomapan 100 | Fomapan 200 | Fomapan 400 |
|---|---|---|---|
| 1/1000–1/2 s | 1× (0) | 1× (0) | 1× (0) |
| 1 s | 2× (−1 stop) | 3× (−1,5 stop) | 1,5× (−1 stop) |
| 10 s | 8× (−3 stop) | 9× (−3 stop) | 6× (−2,5 stop) |
| 100 s | 16× (−4 stop) | 18× (−4 stop) | 8× (−3 stop) |
La 200 è la più ripida nelle brevi durate — 3× a un secondo contro il 2× della 100 — mentre la 400 è la più mite alle durate lunghe, richiedendo solo 8× a cento secondi laddove le altre arrivano a 16×–18×.
Per usare la tabella, individua la riga corrispondente al tuo tempo misurato o quella immediatamente superiore e moltiplica. Un tempo misurato di 10 s su Fomapan 100 cade esattamente sulla riga dei 10 s: allungamento di 8×, quindi l’esposizione reale è 80 secondi (equivalente all’aggiunta di tre stop). Per un valore non presente in tabella occorre interpolare tra i punti pubblicati e arrotondare per eccesso, perché la tabella è composta da tre punti e non da una curva continua. Un tempo misurato di 4 s sulla 100 si colloca tra la riga di 1 s (2×) e quella di 10 s (8×); non esiste un fattore esatto pubblicato, quindi utilizza il punto di ancoraggio superiore — trattalo conservativamente vicino all’8× e arrotonda il risultato per eccesso anziché fidarti di un’interpolazione lineare.
La credenza diffusa che i valori di Foma sovra-correggano oltre qualche secondo è appunto questo — aneddotica — a meno che non sia associata a un tester nominato con una tabella di verifica misurata. Considera i fattori pubblicati come i valori dichiarati da Foma e, se vuoi affinarli, esegui un test con cuneo sensitometrico sulla tua pellicola e con il tuo sviluppatore, anziché fare una stima a occhio.
Il meccanismo è la formazione dell’immagine latente, descritta dalla teoria di Gurney-Mott. Un nucleo di immagine latente sviluppabile su un grano ha bisogno di un cluster stabile di circa quattro o più atomi d’argento. A intensità normali i fotoni arrivano abbastanza ravvicinati da formare il cluster prima che possa decadere. A bassa intensità i fotoni arrivano radi, e l’immagine sub-latente instabile a uno o due atomi lasciata dai primi fotoni decade — l’elettrone intrappolato e l’atomo d’argento vanno persi — prima che i fotoni successivi arrivino a completare un cluster stabile. Il grano necessita quindi di un’esposizione totale maggiore per registrare la stessa densità, e il deficit peggiora quanto più l’esposizione si prolunga e si affievolisce.
Schwarzschild ha quantificato la deviazione dalla linearità nel 1899 con E = I · t^p, dove p è il coefficiente di Schwarzschild. La reciprocità ideale corrisponde a p = 1; il difetto di reciprocità a bassa intensità implica p < 1 (le lastre di Schwarzschild stesso davano approssimativamente p ≈ 0,86). Poiché l’esponente è inferiore a uno, la luce supplementare necessaria scala più rapidamente del tempo misurato — ed è precisamente per questo che uno stop fisso di compensazione non è sufficiente, e che la correzione di Foma sale da uno stop a un secondo a quattro stop a cento secondi.
Grana e risoluzione definiscono il compromesso rispetto alle velocità di lavoro più basse. Foma dichiara un potere risolutivo di 110 linee/mm sia per Fomapan 100 che per Fomapan 200. La granularità RMS, misurata in Microphen a 20 °C sviluppata a gamma 0,6 e letta alla densità 1,0, è 13,5 per la 100, 14,0 per la 200 e 17,5 per la 400. La 100 e la 200 si collocano vicine su entrambi gli assi, quindi la scelta tra le due riguarda meno la nitidezza che la velocità e quella curva di reciprocità inizialmente più ripida della 200; la 400 scambia una grana visibilmente più grossolana per la sua velocità superiore e la correzione più mite nelle esposizioni lunghe.
Fonti: datasheet FOMAPAN 100 Classic, 200 Creative e 400 Action (FOMA BOHEMIA); ISO 6:1993, Determination of ISO speed; Karl Schwarzschild (1899) sulla legge di reciprocità I·tᵖ.
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